La sicurezza di un ambiente virtualizzato non dipende soltanto dalla protezione delle singole macchine virtuali. L’host Hyper-V, le interfacce di amministrazione, i file di configurazione, i dischi virtuali, le reti, i sistemi di autenticazione e i meccanismi di migrazione costituiscono un’infrastruttura critica che deve essere protetta nel suo complesso.
Una compromissione dell’host di virtualizzazione può infatti esporre contemporaneamente più sistemi, dati e servizi aziendali. Per questo motivo, la progettazione di un ambiente Hyper-V sicuro richiede la riduzione della superficie di attacco, la separazione dei ruoli, la limitazione dei privilegi amministrativi, la protezione delle credenziali e l’adozione di adeguati sistemi di auditing e monitoraggio.
Il corso esamina le tecnologie e le procedure utilizzabili per proteggere gli ambienti Hyper-V basati su Windows Server 2025, con particolare attenzione a Secure Boot, virtual TPM, protezione dei dischi VHDX, sicurezza della rete virtuale, amministrazione delegata, Live Migration e macchine virtuali schermate.
Vengono inoltre illustrate l’architettura delle Shielded VM, il ruolo dell’Host Guardian Service e il modello Guarded Fabric, destinato alla protezione dei carichi di lavoro più sensibili anche rispetto ad amministratori dell’infrastruttura non autorizzati ad accedere ai dati delle macchine virtuali.
Il percorso combina principi architetturali, configurazioni operative, analisi dei rischi e costruzione di una baseline di hardening applicabile agli ambienti reali.
Il corso è rivolto a:
- amministratori di sistema;
- amministratori Windows Server;
- specialisti di virtualizzazione;
- tecnici responsabili di infrastrutture Hyper-V;
- security administrator;
- cloud e infrastructure engineer;
- responsabili IT;
- personale addetto alla continuità operativa;
- tecnici di service provider e managed service provider;
- professionisti coinvolti nella protezione di infrastrutture critiche;
- personale IT di organizzazioni soggette a requisiti di sicurezza e continuità operativa.
Il percorso è particolarmente indicato per pubbliche amministrazioni, aziende sanitarie, operatori di servizi essenziali, infrastrutture critiche, provider IT e organizzazioni interessate dall’applicazione della direttiva NIS2.
Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di:
- individuare le principali superfici di attacco di un’infrastruttura Hyper-V;
- applicare i principi di separazione tra host di virtualizzazione e carichi di lavoro;
- ridurre i servizi, i componenti e le interfacce esposte dall’host;
- organizzare ruoli amministrativi e deleghe secondo il principio del privilegio minimo;
- proteggere gli account e le credenziali utilizzate per l’amministrazione;
- configurare le funzionalità di sicurezza delle macchine virtuali di seconda generazione;
- utilizzare Secure Boot e virtual TPM;
- comprendere le opzioni disponibili per la cifratura dei dati delle macchine virtuali;
- proteggere file di configurazione, checkpoint e dischi VHDX;
- comprendere architettura, finalità e requisiti delle Shielded VM;
- descrivere il funzionamento di Host Guardian Service e Guarded Fabric;
- mettere in sicurezza reti virtuali, management network e Live Migration;
- configurare auditing, logging e monitoraggio degli eventi rilevanti;
- applicare i principi di Just Enough Administration e accesso privilegiato limitato nel tempo;
- definire una procedura iniziale di risposta agli incidenti in un ambiente virtualizzato;
- predisporre una checklist di hardening per host e macchine virtuali.
1. Sicurezza dell’architettura Hyper-V
- Ruolo dell’hypervisor nell’infrastruttura aziendale.
- Differenza tra sicurezza dell’host e sicurezza dei sistemi guest.
- Superficie di attacco di un ambiente virtualizzato.
- Minacce rivolte all’host, alle macchine virtuali e agli strumenti di gestione.
- Rischi derivanti dalla concentrazione di più workload sullo stesso host.
- Separazione tra management operating system e carichi di lavoro.
- Perché non installare applicazioni e servizi non necessari sull’host.
- Isolamento delle funzioni di amministrazione.
- Modello di sicurezza multilivello.
- Sicurezza fisica, firmware e protezione della piattaforma hardware.
- Analisi dei rapporti di fiducia tra host, amministratori e proprietari delle macchine virtuali.
2. Hardening dell’host Hyper-V
- Scelta dell’installazione Windows Server più appropriata.
- Riduzione dei ruoli e delle funzionalità installate.
- Limitazione dei servizi in esecuzione.
- Protezione delle interfacce di amministrazione.
- Utilizzo di Server Core negli ambienti di virtualizzazione.
- Configurazione sicura di Windows Remote Management.
- Protezione di PowerShell Remoting.
- Firewall di Windows Defender e regole dedicate.
- Limitazione degli accessi RDP.
- Utilizzo di jump server e postazioni amministrative protette.
- Applicazione di baseline di sicurezza.
- Gestione delle eccezioni rispetto alla baseline.
- Antivirus ed Endpoint Detection and Response sugli host Hyper-V.
- Pianificazione delle esclusioni senza compromettere la protezione.
- Sicurezza di BIOS, UEFI e firmware.
- Protezione del processo di avvio dell’host.
3. Account, privilegi e protezione delle credenziali
- Principio del privilegio minimo.
- Separazione degli account amministrativi dagli account ordinari.
- Ruoli amministrativi e responsabilità operative.
- Gruppi Hyper-V Administrators e delega delle attività.
- Limitazione dell’appartenenza ai gruppi privilegiati.
- Account personali e account di servizio.
- Protezione delle credenziali amministrative.
- Rischi del riutilizzo degli account privilegiati.
- Autenticazione multifattore nei processi di amministrazione.
- Gestione delle password degli account locali.
- Introduzione a Windows LAPS.
- Postazioni amministrative dedicate.
- Principi di tiering amministrativo.
- Accessi privilegiati permanenti e accessi temporanei.
- Introduzione ai modelli Just in Time.
- Controllo e revisione periodica dei privilegi.
4. Just Enough Administration e amministrazione delegata
- Finalità di Just Enough Administration.
- Endpoint PowerShell con capacità limitate.
- Session configuration e role capability.
- Limitazione di cmdlet, funzioni e parametri utilizzabili.
- Virtual account e group-managed service account.
- Tracciabilità delle operazioni amministrative.
- Registrazione delle sessioni e auditing.
- Applicazione di JEA alle attività di gestione Hyper-V.
- Delega di operazioni senza assegnazione di privilegi amministrativi completi.
- Rischi derivanti da endpoint JEA configurati in modo eccessivamente permissivo.
- Integrazione tra privilegio minimo, JEA e accessi limitati nel tempo.
5. Sicurezza delle macchine virtuali di seconda generazione
- Differenze tra macchine virtuali di prima e seconda generazione.
- Firmware UEFI virtuale.
- Secure Boot.
- Template Secure Boot per sistemi Windows e Linux.
- Protezione del processo di avvio.
- Virtual Trusted Platform Module.
- Requisiti per l’attivazione del virtual TPM.
- Gestione dei key protector.
- Utilizzo del TPM virtuale da parte del sistema operativo guest.
- Cifratura dei volumi all’interno della macchina virtuale.
- Protezione delle chiavi.
- Condizioni necessarie per lo spostamento o il ripristino di una VM protetta.
- Limiti e implicazioni operative delle configurazioni di sicurezza.
- Verifica della compatibilità dei sistemi guest.
6. Protezione di file, configurazioni e dischi VHDX
- Componenti che costituiscono una macchina virtuale.
- File di configurazione e runtime state.
- Dischi VHDX e differencing disk.
- Checkpoint e file associati.
- Autorizzazioni NTFS sui percorsi delle macchine virtuali.
- Account utilizzati dai servizi Hyper-V.
- Protezione delle cartelle di archiviazione.
- Rischi derivanti dalla copia non autorizzata di un VHDX.
- Protezione dei backup delle macchine virtuali.
- Cifratura dei volumi che ospitano i file delle VM.
- Protezione dello storage locale e condiviso.
- Controllo degli accessi amministrativi allo storage.
- Integrità e disponibilità dei file.
- Procedure di esportazione e importazione sicura.
- Gestione sicura dei supporti contenenti copie delle macchine virtuali.
- Cancellazione e dismissione dei dischi virtuali.
7. Shielded VM, Host Guardian Service e Guarded Fabric
- Problema della protezione della VM rispetto agli amministratori dell’host.
- Concetto di fabric administrator e tenant administrator.
- Trusted administrator e fabric compromessa.
- Macchine virtuali supportate dalla crittografia.
- Shielded Virtual Machine.
- Differenze tra encryption-supported VM e Shielded VM.
- Protezioni applicate alle macchine virtuali schermate.
- Virtual TPM, Secure Boot e cifratura.
- Shielding Data File.
- Key Protector.
- Host Guardian Service.
- Servizio di attestazione.
- Servizio di protezione delle chiavi.
- Guarded host.
- Architettura di una Guarded Fabric.
- Relazioni di fiducia tra HGS, host e macchina virtuale.
- Modalità di attestazione disponibili.
- Requisiti infrastrutturali e organizzativi.
- Continuità operativa dell’Host Guardian Service.
- Considerazioni sulla progettazione di HGS in alta disponibilità.
- Scenari di impiego in aziende, enti pubblici e service provider.
- Limiti, complessità e costi di adozione.
- Criteri per decidere quando utilizzare una Guarded Fabric.
8. Sicurezza della rete virtuale
- Isolamento delle reti di management e dei workload.
- Virtual switch esterni, interni e privati.
- Segmentazione della rete.
- VLAN e separazione logica del traffico.
- Protezione delle interfacce virtuali.
- DHCP Guard.
- Router Guard.
- Port mirroring e implicazioni di sicurezza.
- Access Control List e filtraggio del traffico.
- MAC address spoofing.
- Protezione dagli attacchi basati sulla rete locale.
- Reti dedicate per management, storage, cluster e migrazione.
- Sicurezza delle reti convergenti.
- Controllo dei flussi est-ovest tra macchine virtuali.
- Monitoraggio del traffico virtuale.
- Integrazione con firewall e strumenti di Network Detection and Response.
9. Sicurezza della Live Migration
- Dati trasferiti durante una Live Migration.
- Rischi di intercettazione e accesso non autorizzato.
- Isolamento della rete di migrazione.
- Configurazione degli host autorizzati.
- Autenticazione CredSSP e Kerberos.
- Implicazioni di sicurezza della delega delle credenziali.
- Kerberos Constrained Delegation.
- Limitazione delle reti utilizzabili dalla Live Migration.
- Protezione del traffico di migrazione.
- Uso di reti dedicate e segmentate.
- Migrazioni tra host appartenenti a domini o contesti differenti.
- Controllo degli eventi di migrazione.
- Verifica delle configurazioni prima della messa in produzione.
10. Patching, aggiornamenti e gestione delle vulnerabilità
- Importanza del patching dell’host di virtualizzazione.
- Relazione tra aggiornamento dell’host e disponibilità delle VM.
- Inventario delle versioni e dei livelli di patch.
- Valutazione delle vulnerabilità.
- Pianificazione delle finestre di manutenzione.
- Aggiornamento degli host singoli.
- Aggiornamento degli host appartenenti a un cluster.
- Introduzione a Cluster-Aware Updating.
- Migrazione preventiva delle macchine virtuali.
- Verifica successiva all’aggiornamento.
- Aggiornamento di driver e firmware.
- Rischi degli aggiornamenti non testati.
- Ambiente di test e procedure di rollback.
- Documentazione delle modifiche.
- Gestione delle vulnerabilità critiche e degli aggiornamenti urgenti.
11. Auditing, logging e monitoraggio
- Event Viewer e log relativi a Hyper-V.
- Hyper-V-VMMS e Hyper-V-Worker.
- Log di amministrazione e log operativi.
- Auditing degli accessi amministrativi.
- Tracciamento delle modifiche alle configurazioni.
- Controllo della creazione, eliminazione, esportazione e migrazione delle VM.
- PowerShell Script Block Logging.
- Registrazione delle sessioni amministrative.
- Windows Event Forwarding.
- Centralizzazione dei log.
- Integrazione con sistemi SIEM.
- Definizione degli eventi rilevanti.
- Costruzione di alert e soglie operative.
- Conservazione e protezione dei log.
- Monitoraggio delle anomalie.
- Verifica periodica delle configurazioni rispetto alla baseline.
12. Incident response negli ambienti virtualizzati
- Caratteristiche di un incidente in un ambiente Hyper-V.
- Compromissione dell’host e compromissione del guest.
- Valutazione dell’estensione dell’incidente.
- Isolamento di una macchina virtuale.
- Isolamento di un host.
- Conservazione dei dati e delle evidenze.
- Utilizzo controllato di checkpoint, copie ed esportazioni.
- Raccolta dei log.
- Protezione dell’integrità delle evidenze.
- Ripristino da backup affidabili.
- Rotazione delle credenziali.
- Verifica dei rapporti di fiducia.
- Ripristino graduale dei servizi.
- Analisi delle cause.
- Aggiornamento della baseline dopo l’incidente.
- Ruoli, responsabilità e comunicazioni durante la risposta.
- Collegamento con business continuity e disaster recovery.
- Il corso si svolgerà in modalità online live streaming, con il docente che terrà le lezioni in diretta.
- I partecipanti dovranno avere a disposizione un Personal Computer e preferibilmente un secondo schermo.
- Saranno forniti labs online che vengono messi a disposizione anche dopo la fine del corso per 3 mesi.
- Al termine del corso, coloro che avranno partecipato ad almeno l'80% delle lezioni riceveranno un attestato di frequenza.
Per partecipare efficacemente è consigliabile possedere:
- conoscenza dell’amministrazione di Windows Server;
- conoscenza dell’architettura generale di Hyper-V;
- capacità di creare e configurare macchine virtuali;
- conoscenza di base di Active Directory;
- conoscenza dei principali concetti di networking;
- conoscenza introduttiva di PowerShell;
- familiarità con autorizzazioni, certificati e principi di sicurezza informatica.
Il corso non costituisce un’introduzione a Hyper-V. È rivolto a partecipanti che possiedono già esperienza nella gestione di ambienti virtualizzati Microsoft.